Interrogazione sui nuovi orari dell’Isola ecologica

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo presentato un’interrogazione all’Amministrazione per chiedere le motivazioni che hanno portato alla modifica degli orari della piattaforma ecologica di Tribiano. A fronte dell’introduzione del ritiro a domicilio dei rifiuti ingrombranti, l’orario è stato ridotto del 40% rispetto al precedente.

Potete leggere il testo dell’interrogazione cliccando qui.

Articolo pubblicato su "Il Cittadino" del 29/1/2015
Articolo pubblicato su “Il Cittadino” del 29/1/2015

 

Consiglio Comunale del 26 Gennaio 2015

Si è tenuto ieri il consiglio comunale che ha visto la formalizzazione del passaggio di consegne da Gola a Gabriele dell’assessorato al bilancio e un momento di condivisione in ricordo delle vittime della Shoah e delle foibe. Nel corso del consiglio si è svolta la discussione scaturita da un’interrogazione presentata dal nostro capogruppo, Marco Landenna, in merito alla riduzione dell’orario di fruibilità dell’isola ecologica e, soprattutto, dalla cancellazione dell’apertura al sabato mattina. Spiace constatare che, ancora una volta, sia stato impossibile svolgere una discussione in modo razionale e ragionevole e che si sia dovuto assistere alla difesa ad oltranza delle scelte eseguite dall’amministrazione comunale. A fronte del sostanziale dimezzamento dell’orario di apertura (solo parzialmente compensato dall’introduzione della raccolta, su chiamata, dei rifiuti ingombranti) ci è stato infatti stato risposto che “l’orario va bene così com’è perché nessuno se ne è lamentato”, mentre l’assessore Torchia è arrivato sostanzialmente ad affermare che diversi cittadini si sarebbero addirittura congratulati con lui per la chiusura del sabato mattina perché in questo modo possono approfittarne per dormire un po’ di più in un giorno festivo. Non si può che rimanere sconcertati a fronte di tali argomentazioni. E’ del tutto evidente che le ragioni di questo cambiamento sono altre e diverse, quali siano nessuno lo sa, così come è del tutto evidente che da parte di Lucente e dei suoi assessori sia di fatto inconcepibile l’ipotesi di ascoltare ed accogliere positivamente qualsivoglia osservazione venga loro avanzata, anche su un argomento così neutro come questo. Peraltro nella nostra interrogazione non chiedevamo di aumentare il numero di ore d’apertura (per non gravare sui costi del servizio) ma semplicemente di rimodularne la distribuzione ripristinando la disponibilità del sabato mattina, come decine di cittadini ci avevano chiesto di fare. Non è stato possibile nemmeno parlarne, ma tant’è.
Secondo punto di interesse quello relativo alla convenzione per la gestione associata tra il sistema bibliotecario Milano Est e il sistema bibliotecario vimercatese. Il progetto, presentato da Taccia, coinvolge 600 mila potenziali utenti su 57 comuni e consentirà l’ottimizzazione non solo delle spese (software e materiali di consumo condivisi) ma anche (e vorrei dire soprattutto) la possibilità di allargare l’offerta di prestito libri, anche grazie all’attivazione di una tessera unica, valida in tutte le biblioteche aderenti. Favorevole, come ovvio, il nostro voto alla stipula di questa convenzione. L’ultimo punto in discussione riguardava un passaggio formale relativo all’acquisizione da parte del Comune di alcuni terreni ceduti da privati. Anche in questo caso il nostro voto è stato favorevole.
Da ultima va segnalata l’assenza del consigliere Castoldi, non tanto perché essa rappresenti in sé un novità (è mancato a quasi tutte le assemblee da maggio 2014 ad oggi) o un problema per lo svolgimento della discussione, quanto perché è ormai palese la frattura che si è creata all’interno del gruppo di maggioranza, tanto più grave in considerazione del fatto che Castoldi ne è, a tutt’oggi, il capogruppo.

 

 

Raccolta firme per il prolungamento della MM3

Continua la raccolta firme per il prolungamento della linea gialla fino a Paullo!

SABATO 17 GENNAIO E SABATO 24 GENNAIO

dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00

potrete venire presso la nostra sede a firmare. Vi ricordiamo che potete aderire alla petizione anche online cliccando qui.

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Sulla questione medici

La vicenda dei medici è stata gestita in maniera superficiale e assurda da parte di questa amministrazione. La “soluzione” trovata da Lucente dimostra quanta approssimazione e quanta mancanza di progettualità vi sia nell’azione politica della sua giunta.

Qui in seguito trovate un documento preparato da noi che ricostruisce i fatti.

mediciGiornale

(click sull’immagine per ingrandirla)

Sulla vicenda medici e ambulatorio infermieristico questa amministrazione ha davvero dato il peggio di sé. I fatti e la documentazione da noi raccolta dimostrano come Lucente sia quasi riuscito nel capolavoro di smantellare l’offerta medica e infermieristica che da vent’anni veniva assicurata ai tribianesi, cercando, poi, con le chiacchiere e gli articoli propagandistici, di nascondere la superficialità con cui ha gestito questa vicenda e raccontando pubblicamente una verità distorta e “fantasiosa”, senza alcuna attinenza con gli avvenimenti reali. E’ stata, infatti, la sua lettera dell’estate scorsa, quella con cui comunicava ai medici di non voler rinnovare loro la convenzione per l’affitto del locale ambulatorio, a provocare il fuggi fuggi dei medici da Tribiano e non libere scelte professionali dei medici, né tanto meno i presunti dissapori tra di loro.

Cercando vanamente di difendersi Lucente ha detto che i medici, come liberi professionisti, devono preoccuparsi autonomamente di trovarsi uno spazio in cui operare: peccato che egli ometta di dire che la salute è un tema assai particolare e che un medico non può essere equiparato in alcun modo ad un altro professionista. Ricordiamo che la convenzione medici‐comune nacque, tanti anni fa, proprio per favorire l’arrivo di dottori sul nostro territorio, altrimenti disincentivati dal venire in un comune così poco popoloso e quindi così poco remunerativo. Tradotto: se il comune non dà una mano i medici non vengono (o non restano) perché non hanno alcun interesse a farlo. Il risultato è stato, infatti, che, subito dopo l’invio della lettera, tre dei quattro medici presenti su Tribiano
hanno deciso di fare fagotto, con la sola eccezione della dottoressa Boria che, malgrado la vergognosa campagna denigratoria cui è stata sottoposta, ha deciso di restare. Ma non è tutto: dopo che la protesta è montata, Lucente ha cercato di addossare ogni responsabilità sui medici sostenendo, dapprima, che fosse stata la dottoressa Boria a escludere gli altri medici (definendola pubblicamente come “l’origine di tutti i mali” e “furbetta”) e, successivamente, affermando davanti a un centinaio di cittadini e poi sui giornali, che erano stati i medici a non voler prendere in considerazione “non uno, ma ben cinque locali alternativi” che egli gli avrebbe proposto: fatto salvo, poi, essere smentito a mezzo stampa da una delle interessate (la dottoressa Rubini) che ha definito tale affermazione “totalmente inventata di sana pianta” per concludere che “sono stata costretta a trasferirmi”.

Ora che è evidente che il problema è stato creato da questa scandalosa serie di errori da parte dell’amministrazione comunale, Lucente si propone come salvatore della patria e tira fuori una soluzione raffazzonata e assurda, mettendo a disposizione della nuova dottoressa e dell’infermiera la palestra comunale!

Viene spontaneo chiedersi:
1. Come si possono conciliare le attività di un medico o di un infermiera con quelle di una palestra?
2. Come si può immaginare la coesistenza delle persone (spesso malate) in sala d’attesa con il fatto che quei locali sono frequentati dai bambini della scuola o dalle persone che fanno sport?
3. Come si può gestire il minimo di privacy di cui c’è bisogno in certe circostanze con il fatto che la palestra comunale è uno dei luoghi più affollati dell’intero comune?
4. Dove sono andati a finire i famosi cinque locali che Lucente sosteneva d’aver proposto?
5. Perché non collaborare con i medici, invece di “sfrattarli di fatto”, cercando magari di favorire la nascita di un vero centro poliambulatoriale con più medici operanti contemporaneamente (esempio pediatra vista l’alta presenza di bambini sul territorio)?
6. Perché questa scelta quanto TUTTI i comuni dei dintorni offrono ai propri medici degli spazi pubblici (Paullo, Dresano, Mediglia, Settala, Colturano, Rodano)?
7. Perché non aver previsto uno spazio nel comune, inaugurato meno di un anno fa, costato milioni di euro?

Online il calendario delle nostre iniziative!

E’ online il calendario delle iniziative organizzate dalla nostra associazione! Potete raggiungere la pagina web cliccando qui, oppure passando il mouse sulla voce di menu Un Airone per Tribiano e quindi cliccando su Calendario iniziative.

Vi ricordiamo che le iscrizioni alle nostre attività comprendono la quota associativa per tutto il 2015 (20€ per adulti e 10€ per bambini e studenti). La maggior parte dei corsi e degli eventi è gratis per gli iscritti!

Scrive di noi “Il Cittadino” di Lodi, nel numero dello scorso 8 gennaio (click sull’immagine per ingrandirla).

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Gestione associata con Comazzo: scelta politica o scelta per i cittadini?

Con il D/L 6 luglio 2012 n. 95 il Governo ha fornito le linee guida per l’organizzazione delle convenzioni tra Comuni. Il decreto conteneva disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini.
Anche il nostro Comune ha dovuto recepire la normativa, siamo qui oggi per discutere lo schema di convenzione con Comazzo per la gestione associata di quasi tutte le funzioni fondamentali indicate dalla legge (7/10). Assieme ai miei colleghi mi sono chiesto quali fossero le motivazioni alla base di questa decisione: perché, tra tutti i Comuni dell’area sud-est milanese, scegliere proprio Comazzo, con il quale Tribiano non ha alcun tipo di rapporto?
A parte Mediglia, rispetto alla quale abbiamo appena discusso la parziale revoca dell’associazione in quanto sono venute meno le condizioni per il proseguimento del rapporto convenzionale, Comazzo è l’unico Comune della nostra zona la cui Amministrazione è orientata al centrodestra. Oltre a questo, non ci sono legami di alcun tipo con Tribiano: non è un territorio confinante, non è storicamente legato al nostro paese, non è nemmeno nella nostra Provincia! La legge, all’articolo 19, primo comma, lettera d, indica che la dimensione territoriale ottimale per la gestione associata deve rispondere ai princìpi di efficacia, economicità, efficienza e riduzione delle spese. Comazzo è situato a quasi 10 km da Tribiano, in un’area geografica non omogenea rispetto al nostro territorio: tali premesse bastano per affermare che questa associazione non sarebbe né efficiente né tantomeno economica. Inoltre, analizzando la situazione in un’ottica di più ampie vedute, il nostro Comune sarà presto coinvolto nel processo di evoluzione dalla Provincia alla Città Metropolitana di Milano, contesto di cui Comazzo non farà parte. Ci stiamo sempre più muovendo verso centri urbani che condividono i servizi, le unioni e le fusioni sono in crescita, e noi stiamo discutendo la gestione associata con un Comune che non condivide nulla con il nostro territorio.
E se Comazzo fosse l’unico Comune disponibile a convenzionarsi con Tribiano? Abbiamo domandato a tutti i Sindaci della zona se la nostra Amministrazione li avesse contattati per verificare la possibilità di associarsi: le risposte sono state tutte negative, a dimostrazione del fatto che la decisione di individuare Comazzo come soluzione ideale abbia esclusivamente motivazioni politiche e non sia per nulla funzionale per gli abitanti di Tribiano. Gli amministratori locali sono i diretti responsabili del benessere dei propri concittadini: una gestione associata che vede le varie funzioni sparpagliate su tre diversi centri urbani è la conseguenza diretta di una visione miope e poco attenta della cosa pubblica, dove l’ideologia politica viene prima del cittadino e delle sue necessità.

Documento redatto da Marcello Filibeck e messo agli atti durante il Consiglio Comunale del 24 novembre 2014

(click sull’immagine per visualizzarla a maggiore risoluzione)

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Consiglio Comunale del 24 Novembre 2014

Si è svolto lunedi sera il consiglio comunale, gestito, in assenza del sindaco, dal suo vice in modo pacato ed intelligente, senza prepotenze o spegnimenti di microfoni e con un dibattito che si è potuto quindi dipanare in modo sereno, pur nella netta contrapposizione e nella differenza di vedute. La discussione si è incentrata soprattutto sulla questione inerente le associazioni comunali. Il rapporto con Mediglia si sta lentamente sfaldando, al punto che l’amministrazione tribianese ha deciso di rescindere il rapporto che ci legava a quel comune per ciò che attiene i servizi sociali. Era facile prevedere che ciò sarebbe accaduto, così come avemmo modo di evidenziare due anni fa allorquando ci battemmo per evitare che questa associazione si formalizzasse. Ora, con due anni di ritardo, anche questa giunta sembra finalmente essersene accorta; siamo peraltro convinti che, questo sia solo il primo passo e che nei prossimi mesi assisteremo anche alla scissione anche per ciò che concerne la polizia municipale: un progetto di associazione, quello con Mediglia, del tutto fallimentare che non ha arrecato alcun beneficio al nostro comune e che nei fatti non si è mai realizzato. Ricorderete che raccogliemmo oltre 500 firme tra i tribianesi per chiedere che fosse chiesto loro cosa ne pensassero ma che Lucente negò il referendum consultivo.
Abbiamo votato contrario alla proposta dell’amministrazione di associarsi al comune di Comazzo per la gestione di ben sette delle dieci funzioni fondamentali. Dal nostro punto di vista l’associazione con Comazzo è sbagliata in quanto: (i) si tratta di un Comune che è a 10 chilometri di distanza da Tribiano; (ii) Comazzo è in provincia di Lodi e non rientrerà neanche nel progetto di Milano Città Metropolitana che, nei prossimi anni, rivoluzionerà completamente la politica locale di tutto il milanese. Ci domandiamo come, in queste condizioni, si possano raggiungere gli obiettivi di economicità ed efficienza che la legge sulle associazioni comunali perseguiva esplicitamente. E ancora, vista nella probabile prospettiva che prevedrà la fusione tra comuni poco popolosi, ci domandiamo come questo obiettivo potrà essere raggiunto con un comune che non è nemmeno limitrofo al nostro. Infine: con questo atto l’amministrazione tribianese ha suddiviso su 3 comuni differenti le proprie forze (Mediglia, Paullo e Comazzo) creando un vero e proprio “spezzatino” ingestibile ed incomprensibile. Basta dare un’occhiata al di fuori dei nostri confini per vedere come tutti gli altri comuni si siano, al contrario, organizzati per tempo al fine di creare associazioni territorialmente omogenee e meglio progettate. E’ evidente che l’unica ragione che ha guidato la mano di Lucente e della sua giunta è stata quella di individuare un comune (quello di Comazzo) politicamente affine alle proprie idee: tutti gli altri comuni intorno a Tribiano sono, infatti, guidati da giunte di centro sinistra e con quelle giunte non si è nemmeno provato a parlare. Una logica politica di bassa lega e di interessi di bottega è dunque alla base di una decisione così importante per il futuro della nostra comunità.

Potete approfondire le nostre riflessioni su questo punto cliccando qui: si tratta di uno studio condotto da Marcello Filibeck, che abbiamo consegnato al Segretario comunale così che fosse messo agli atti.
Gli altri punti in discussione vertevano sulla variazione di alcuni capitoli del Bilancio 2014, sul quale ci siamo astenuti, e l’incorporazione di Idra s.r.l. in CAP Holding s.p.a, passaggio formale approvato all’unanimità dall’assemblea.

Incontro con Legambiente

Alessandro Meazza, membro di Legambiente e promotore dell’iniziativa per il rilancio del progetto per il prolungamento della Linea 3 della Metropolitana, ha definito questa come una sfida “ambiziosa e difficilissima”. Ma non impossibile. Ne abbiamo parlato con lui ieri sera presso la nostra sede, insieme ad un nutrito gruppo di nostri concittadini. Un bel momento di condivisione e di democrazia, di discussione e di confronto. Siamo fieri di aver portato, anche a Tribiano, il dibattito su questo tema. Di certo nelle settimane prossime raccoglieremo questa sfida e faremo la nostra parte per portarla avanti.

Invitiamo tutti i tribianesi ad andare su www.prolungalametro.it per apporre la propria firma di adesione.

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Convocazione assemblea dell’associazione – 15/11/2014

E’ convocata un’assemblea ordinaria per i soci dell’associazione Un Airone per Tribiano. La riunione avrà luogo il giorno

15 NOVEMBRE 2014 ALLE ORE 16.30

PRESSO LA NOSTRA SEDE IN VIA LIBERAZIONE 52

Questi i punti all’ordine del giorno:

  • Elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’associazione
  • Varie ed eventuali

 

Potete leggere il comunicato completo di convocazione dell’assemblea cliccando sul link qui sotto:

Convocazione assemblea 15/11/14