Un Sindaco in Regione… e a Tribiano?

A giudicare dai proclami pre-elettorali, Tribiano doveva diventare il luogo del controllo ai varchi e della videosorveglianza ad ogni angolo. Non solo non c’è traccia di telecamere, ma periodicamente i quotidiani riportano notizie di furti e altri reati compiuti nel nostro territorio, alla faccia della sicurezza.

Tribiano è un paese dove le fabbriche tormentano i cittadini con il loro rumore incessante d’inverno e con la loro puzza che non dà tregua d’estate. È il paese delle strutture pubbliche dimenticate, come il Centro Polifunzionale del Parco Freud, chiuso di fatto dal 2015 e abbandonato al proprio destino, o il vecchio palazzo comunale, per cui sono stati sprecati un sacco di soldi e che da anni è al centro di progetti che non sappiamo se e quando vedranno mai la luce.

È il paese dei parchi inaugurati in fretta e furia e mai completati, del verde in stato d’abbandono totale, della segnaletica stradale che doveva essere rivoluzionata e che è sempre la stessa, delle strade che vengono rifatte a dicembre, chissà perché.

È il paese dei servizi che prima c’erano e ora non ci sono più: medici, infermieri, banche, servizi sociali…

È il paese dove sono stati spesi oltre trecentomila euro per una piazza!

È il paese dove, per pura antipatia politica, si è azzerata qualsiasi forma di collaborazione con i Comuni vicini e dove, per la stessa ragione, non si è mai cercato il dialogo con la minoranza, sia dentro che fuori dal Consiglio Comunale.

Ma soprattutto è il paese di chi ha sfruttato il proprio incarico per mettersi in mostra e soddisfare la propria ambizione personale e che, adesso, è pronto a salutare i propri cittadini (tornati ad essere elettori), senza nemmeno informarli su che cosa succederebbe a Tribiano se venisse eletto in Regione. Sarebbe stato un bel gesto di correttezza istituzionale specificare che, a fronte della sua elezione in Consiglio Regionale, il Sindaco si dovrà dimettere, poiché le due cariche sono incompatibili; sarebbe stato opportuno spiegare che tutto il Consiglio Comunale decadrebbe e il Comune di Tribiano sarebbe commissariato fino a nuove elezioni, congelando di fatto ogni attività al di fuori dell’ordinaria amministrazione. Invece, niente. Solo una lettera dove, oltre a elencare una serie di presunti successi ottenuti sul nostro territorio, si limita a chiedere ai tribianesi di essere al suo fianco, votandolo alle regionali.

Perché non parteciperemo all’incontro con l’on. Taglialatela

Nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo pubblicamente e apertamente offerto la nostra disponibilità ad approfondire insieme con l’Amministrazione di Tribiano il senso e la portata delle dichiarazioni rilasciate dall’onorevole Bindi su quest’area della città metropolitana durante la recente missione della Commissione antimafia a Milano. Dopo quell’apertura, da parte dell’Amministrazione Comunale non vi è stata alcuna richiesta formale di collaborazione né alcun invito a discussioni finalizzate alla definizione di strategie comuni.

Abbiamo ricevuto, invece, in data 23 febbraio, un invito a partecipare ad un incontro/conferenza stampa con l’onorevole Taglialatela, membro della commissione parlamentare antimafia ed esponente di spicco del partito Fratelli d’Italia. L’onorevole Taglialatela si è già chiaramente espresso in merito all’argomento, al punto che lo stesso Sindaco ne ha riportato precisamente le affermazioni anche durante il Consiglio Comunale. Non riteniamo che vi siano le condizioni per partecipare a questo incontro, pertanto abbiamo declinato l’invito con una lettera consegnata stamattina al Sindaco e ai consiglieri di maggioranza.

Le motivazioni contenute all’interno della lettera sono le seguenti:

  • Non si tratta di un incontro istituzionale e non ci risulta che l’onorevole Taglialatela sia stato delegato dall’onorevole Bindi a rappresentarla.
  • Non abbiamo concordato preventivamente questo incontro come discusso in Consiglio Comunale. Vorremmo, come membri del Consiglio, svolgere un ruolo attivo e non subalterno su un argomento importante come quello dei livelli di sicurezza e legalità garantiti ai cittadini.
  • L’onorevole Taglialatela è un rappresentante autorevole di un partito politico a livello nazionale e, di conseguenza, la conferenza stampa si configura come momento fortemente connotato politicamente.

Ribadiamo, quindi, la nostra volontà di collaborare con l’Amministrazione Comunale nelle sedi istituzionali. Siamo altresì convinti che questo sia il momento di dare alla popolazione un segnale di compattezza e di convinzione dell’intera comunità tribianese nella difesa dei principi di legalità e, per questa via, dell’immagine del Comune.

Potete leggere il testo completo della lettera cliccando qui.

Consiglio comunale del 09/02/2017

Nel corso dell’assemblea del 9 febbraio è stata affrontata l’interrogazione presentata dal nostro gruppo in seguito alle dichiarazioni di Rosy Bindi sul rischio di infiltrazioni mafiose nel territorio tribianese. Il Sindaco si è detto “sopreso” in merito alle parole della Presidente della Commissione Antimafia, sostenendo che non conosce il motivo per cui sia stato fatto il nome di Tribiano durante la conferenza stampa. Ci ha informati di avere contattato tempestivamente un altro membro della Commissione, l’on. Taglialatela, il quale con un comunicato ha fatto sapere che il nostro Comune non risulta citato in nessun atto parlamentare. Il Sindaco ha ribadito inoltre la totale disponibilità dell’Amministrazione a collaborare con le forze dell’ordine, affermando che Tribiano “non ha nulla da temere”. Durante il confronto tra maggioranza e opposizione, che si è tenuto con toni sereni e alla presenza di numerosi cittadini, abbiamo espresso nuovamente le nostre perplessità sul perchè sia stato fatto il nome di Tribiano, se poi il nostro Comune non è mai stato oggetto di discussione in Commissione. Il Sindaco ha ripetuto che “bisognerebbe chiederlo a lei”, aggiungendo che la Bindi, per la posizione che ricopre, può “dire quello che vuole” e che non avendo smentito il comunicato dell’on. Taglialatela, per l’Amministrazione la questione può considerarsi chiusa.

Si è passati in seguito alla mozione per l’adesione di Tribiano alla campagna “Verità per Giulio Regeni”, che l’assemblea ha approvato all’unanimità: un bel momento di democrazia e condivisione di ideali da parte di maggioranza e opposizione.
Infine abbiamo dedicato un minuto di silenzio per celebrare sia il Giorno della Memoria (27 gennaio) che il Giorno del Ricordo, che ricorre oggi.

Siamo estremamente soddisfatti nell’aver visto la Sala Giunta piena in occasione del Consiglio: al di là delle comunicazioni obbligatorie per legge, le assemblee non sono mai particolarmente pubblicizzate e il fatto che ieri molti cittadini abbiano partecipato significa che anche per loro era importante che venisse fatta chiarezza sulla questione “mafia-Tribiano”.

Sul rischio di infiltrazioni mafiose vogliamo vederci chiaro

Giovedì prossimo, 9 febbraio, alle ore 21.00 presso la Sala Giunta del Municipio si terrà un importante Consiglio Comunale. Cliccando qui trovate la convocazione e l’ordine del giorno.

Sarà trattata un’interrogazione presentata nei giorni scorsi dalla nostra Lista, in seguito alle dichiarazioni dell’on. Rosy Bindi, Presidente della Commissione Nazionale Antimafia, che durante una conferenza stampa ha dichiarato che anche il Comune di Tribiano va tenuto sotto controllo perché “sono state segnalate delle situazioni che quantomeno possono essere considerate spia o manifestazione di una capacità delle organizzazioni, soprattutto ‘ndranghetiste, ma in alcune situazioni anche legate a mafie straniere, di controllare il territorio e di condizionare l’amministrazione”.

Alla luce di queste parole abbiamo chiesto all’Amministrazione se sia a conoscenza di “situazioni a rischio” sul nostro territorio e quali azioni abbia intrapreso per capire meglio i motivi di queste dichiarazioni e per prevenire i rischi citati dalla Bindi. Cliccando qui potete accedere al testo dell’interrogazione.

Oltre a questo punto, sarà ridiscussa la nostra mozione per l’adesione del Comune di Tribiano alla campagna “Verità per Giulio Regeni”, in seguito al confronto tra maggioranza e opposizione avvenuto nel corso dell’ultima seduta.

Inoltre, dedicheremo un momento dell’assemblea al Giorno del Ricordo, per commemorare le vittime dell’Olocausto e delle Foibe.
Come sempre rinnoviamo il nostro invito alla massima partecipazione, continuate a seguirci!

Consiglio comunale del 28/12/2016

Si è svolto l’ultimo consiglio comunale del 2016.

Dopo l’approvazione dei verbali delle precedenti sedute, abbiamo discusso la quinta variazione al bilancio di quest’anno, varata dalla Giunta. Sostanzialmente si tratta di un’ulteriore ridistribuzione dell’avanzo di amministrazione per finanziare i lavori di conversione del vecchio Municipio in Caserma dei Carabinieri (450.000€) e per la realizzazione dei nuovi impianti sportivi (400.000€). Nel corso del dibattito abbiamo ribadito la nostra posizione: avevamo accolto con parere favorevole la proposta di trasloco dell’Arma, a patto che l’operazione non comportasse costi per i tribianesi. Il processo di trasferimento sarà invece a carico dei cittadini e il gruppo di maggioranza è stato molto chiaro nel definire questa decisione come una «scelta sia politica che amministrativa» finalizzata alla realizzazione di un’opera considerata «prioritaria» dall’esecutivo. Di conseguenza, il nostro voto è stato contrario.
Il punto successivo, direttamente legato a quello appena trattato, riguardava la revisione del DUP (Documento Unico di Programmazione) per aggiornare il calendario dei lavori delle opere pubbliche sulla base delle variazioni appena approvate. Rispetto alle cifre esposte sopra, il costo totale di ciascuna delle due opere aumenta di 50.000€, per via dei relativi costi di progettazione. Anche in questo caso il nostro voto è stato negativo.
L’ultimo argomento di discussione è stata una mozione presentata dalla nostra Lista, per chiedere che anche Tribiano aderisse alla campagna “Verità per Giulio Regeni”, promossa da Amnesty International. Si tratta di un atto simbolico, una presa di posizione a nostro avviso necessaria in situazioni del genere. Il gruppo di maggioranza ha accolto la nostra proposta, ma non era d’accordo sull’esporre lo striscione della campagna sulla facciata del Palazzo municipale. Per questo motivo io e i miei colleghi abbiamo deciso di ritirare la mozione per ripresentarla modificata al prossimo Consiglio, così che l’assemblea possa votarla all’unanimità.

Consiglio comunale del 21/11/2016

Nel corso del consiglio comunale dello scorso 21 novembre sono stati affrontati quattro punti.
Sull’approvazione dei verbali della seduta precedente ci siamo espressi ancora in maniera contraria e continuiamo a ribadire che essi non riportano in maniera fedele e precisa lo svolgimento della discussione in aula.
Il secondo punto, inserito all’ordine del giorno come “convenzione per la gestione del servizio tesoreria”, riguardava in realtà la sola approvazione del testo della convenzione, in quanto non è ancora stato individuato l’istituto a cui sarà affidato il servizio. Dopo avere fatto notare al gruppo di maggioranza questa imprecisione, abbiamo votato a favore.
Il nostro voto è stato favorevole anche sul terzo punto in discussione, il regolamento per la rateizzazione dei tributi dovuti al Comune in seguito ad accertamento. Si tratta di un testo che disciplina le modalità di pagamento dilazionato per tasse non ancora versate. Nel corso della discussione, abbiamo espresso le alcune perplessità sulle modalità di presentazione della documentazione a supporto della richiesta di rateizzazione, a nostro avviso poco chiara nella parte che riguarda le motivazioni della richiesta. Ci è stato risposto che in ogni caso la motivazione va documentata e che non ci sono rischi di possibili “abusi” nelle domande di pagamento rateizzato.
L’ultimo punto verteva sulla quarta (!) variazione al Bilancio di Previsione 2016/2018. In sostanza, i fondi destinati alla realizzazione della nuova piazza municipale, dirottati in precedenza su “altri progetti”, sono stati ripristinati e pareggiati a bilancio grazie ad un gettito di quasi 500mila€ in ingresso, dovuto ad accertamenti fiscali eseguiti negli ultimi mesi. Ci siamo espressi in maniera contraria, in linea con i nostri voti passati sul Bilancio.

Da qui alla fine dell’anno si svolgeranno altri Consigli Comunali e verranno esaminati punti molto importanti, come l’approvazione definitiva del Bilancio (sperando non ci siano, nel frattempo, altre variazioni…) e del Documento Unico di Programmazione (DUP). Continuate a seguirci per rimanere aggiornati sull’attività del Consiglio Comunale, un momento preziosissimo del confronto politico, tenuto in scarsissima considerazione da questa Amministrazione, che dovrebbe invece cercare di avvicinare i cittadini anche a questa parte della politica e non solo alle proprie assemblee auto celebrative.

Il paese che non c’è

La serata di presentazione dei risultati (?) ottenuti dall’attuale amministrazione si è trasformata nel solito one‐man show infarcito di inesattezze e omissioni e tutto focalizzato sul racconto di un “paese che non c’è”, ovvero di un paese dove tutto è perfetto e dove il sindaco si autocelebra i modo ridicolo come il migliore di tutti i tempi. Nessun cenno alla sempre più evidente deriva “a paese dormitorio”, e nemmeno alla progressiva erosione di qualsivoglia servizio oltre alla normale amministrazione o, ancora, all’incredibile mala‐gestione di strutture esistenti e lasciate vergognosamente marcire senza una vera prospettiva, Parco Freud su tutte.

Vediamo alcuni dei punti maggiormente significativi di questo racconto di pura fantasia,
omettendone per ragioni di spazio molti altri…

‐ Lucente ha affermato che all’inizio del suo mandato l’avanzo di bilancio fosse di soli 750
mila Euro e che, grazie a lui, siamo ora a quasi 4 milioni. I numeri di partenza sono sparati,
come suo costume, a casaccio: ma anche supponendo che siano corretti si è omesso di dire che il patto di stabilità (introdotto nel 2012 anche a Tribiano) ha completamente stravolto la gestione amministrativa dei comuni. Ma la cosa più interessante è proprio legata al fatto che il patto di stabilità forza i comuni a spendere solo quanto incassato nel corso dell’anno (tanto entra tanto esce) e che, quindi, non si capisce come l’avanzo di bilancio sia potuto crescere in modo così marcato né per quale ragione, al posto di far esplodere inutilmente tale avanzo (visto che è poi di fatto inutilizzabile), egli non abbia deciso di investire quel denaro per sviluppare la nostra città al posto di metterlo in un congelatore inaccessibile.

‐ Ancora una volta il sindaco ha attaccato le amministrazioni precedenti affermando che non è chiaro dove siano finiti tutti gli oneri di urbanizzazione che, anni fa, confluivano
copiosamente nelle casse comunali (altra smitragliata di numeri sparati a casaccio).
Lucente si “scorda” di rammentare quanto è stato fatto di buono dall’amministrazione Degradi per Tribiano in uno sviluppo urbanistico portato avanti a misura d’uomo (scuole materne e elementari, Parco Fratelli Cervi, Parco Freud, centro sportivo, area commerciale, pista ciclabile, strada di accesso al paese) e che, persino la tanto bistrattata amministrazione Mazzetti seppe completare opere importantissime come la scuola materna e la struttura del centro civico del Parco Freud. A fronte di ciò, in otto anni il primo cittadino è riuscito solo a pensare a se stesso, realizzando un nuovo palazzo comunale (subito dopo aver ristrutturato quello vecchio!), utile più alla propria smisurata ambizione che ai propri cittadini. C’è da aggiungere, inoltre, che se egli è a conoscenza di un uso improprio di denaro pubblico ha l’obbligo di denunciare la cosa agli organi preposti, piuttosto che fare allusioni inaccettabili come fa da molti anni a questa parte.

‐ Sul palazzo comunale il sindaco ha affermato di aver risparmiato diversi milioni grazie al
cambiamento del progetto originario preparato dall’amministrazione Mazzetti
“dimenticandosi” di dire che: (1) i due progetti non sono nemmeno lontanamente paragonabili e che, mentre l’attuale palazzo serve solo a lui (con un ufficio “parquettato” degno di Obama), quello ideato da Mazzetti era un vero e proprio centro civico con una vera biblioteca, spazi di aggregazione per la popolazione e un poliambulatorio per i medici (altro servizio azzerato dall’attuale amministrazione!!); (2) la nostra comunità si è dovuta accollare una spesa di alcune decine di migliaia di Euro come “risarcimento” alla società che aveva progettato il palazzo comunale con Mazzetti in quanto il sindaco ha pensato bene di far fare un secondo progetto ad una seconda società…

‐ Lucente ha fatto un lungo elenco delle opere che avrebbe portato avanti nel corso degli anni: si è parlato (oltre che del palazzo di cui già si è detto) di panchine, piantumazione, lampioni, asfaltature. E ancora: di staccionate risistemate dopo averle lasciate marcire, del ponticello ripittato di blu, di un parco, il Manzoni, che è l’esempio di quanto male si possano fare le cose in campagna elettorale con i soldi di tutti. Persino nel video iniziale con cui ha aperto la serata ha dovuto mostrare opere che nulla avevano a che fare con la sua amministrazione, come la nuova scuola materna e la pista ciclabile… Insomma si è cercato di smerciare per eccezionale ciò che è normale amministrazione, come se pulire una strada equivalesse ad averla realizzata, come se i soldi impiegati fossero suoi e non dei cittadini che pagano le tasse…

‐ Finalmente si metterà mano al campo sportivo, realizzando dei campi in erba sintetica.
Sarà il 2017. Era invece il 2011 quando, a seguito di una richiesta da noi portata avanti con
tanto di raccolta firme, Lucente dichiarò pubblicamente che tale raccolta era inutile perché
aveva già dato incarico per la progettazione (“annuncio pubblicamente” disse
pomposamente). Arriviamo quindi al risultato con sei anni di ritardo. Non solo: abbiamo appreso che negli scorsi anni la dirigenza della US Tribiano aveva più volte reiterato la richiesta di ampliare la dotazione di strutture ricevendone un diniego motivato dalla mancanza di risorse, bloccate dal patto di stabilità. Anche in questo caso il primo cittadino ha evitato di ricordare che lo scorso anno il governo aveva consentito l’impiego dell’avanzo di bilancio fuori dal patto di stabilità a condizione che l’opera fosse già stata progettata. Quindi i soldi c’erano ma non si sono voluti spendere o, forse, a mancare era proprio il progetto (promesso, come detto, nel 2011) e quindi quest’amministrazione s’è lasciata sfuggire l’occasione. A voi la scelta. Sarebbe inoltre arrivato il momento di favorire un maggiore sviluppo delle altre discipline, relegate nella sola palestra esistente (anch’essa realizzata da Degradi e non da lui!) e ormai del tutto insufficiente.

Ma in questa carrellata di mezze verità e di omissioni intere le parole che hanno più
impressionato e ferito sono state quelle riferite alla popolazione dei giovani, i ragazzi tra i 16 e i 25 anni. Lucente ha candidamente ammesso di non aver fatto nulla per i ragazzi di questa fascia d’età asserendo che ai giovani non importa nulla stare a Tribiano poiché trovano altrove ciò che gli interessa. Mai si era visto un sindaco dividere, in modo così scandalosamente esplicito, i propri cittadini, in cittadini di serie A e cittadini di serie B. Mai si era visto un sindaco abdicare (per pigrizia, incuranza, menefreghismo, incapacità) all’idea di poter far qualcosa anche per i tribianesi più giovani, proprio in un momento della loro vita in cui sono più vulnerabili. Si può fare, ci sono mille modi per farlo. Bisognerebbe sapere come, bisognerebbe averne voglia. Ma dei ragazzi questa amministrazione tornerà ad interessarsi solo quando si tratterà di chiedergli, nuovamente, il voto. E solo allora.

Consiglio Comunale del 18/10/2016

Nel consiglio comunale del 18 ottobre sono stati discussi tre punti piuttosto importanti, il piano di diritto allo studio 2016/17, la terza variazione di bilancio di previsione per il triennio 2016/18 e la presa d’atto del DUP (Documento Unico di Programmazione) 2017/19.
Il piano di diritto allo studio prevede uno stanziamento per i progetti didattici in linea con quello degli anni scorsi (circa 35 mila euro per materna, elementare e media, per un totale di 429 studenti). A fronte di un onere a carico del comune fortemente ridimensionato (circa 60 mila Euro in meno prevalentemente a causa dell’interruzione del servizio di trasporto verso Bustighera attivo fino all’anno scorso), l’attuale amministrazione non ha inteso reimpiegare questa somma, quantomeno in parte, per ampliare l’offerta formativa dei ragazzi tribianesi, preferendo tenere in cassa questo ammontare. Una scelta che non abbiamo condiviso e che ci ha indotti a votare contro al piano. Voto negativo anche per la variazione di bilancio che vede allocare una consistente cifra (circa 100 mila Euro) per la realizzazione di progetti esecutivi futuribili. Tra di essi, secondo quanto riferito dall’assessore Gabriele, anche quello dell’eventuale caserma dei carabinieri nell’ex palazzo comunale. Da ciò si capisce che: (1) oltre ai costi della ristrutturazione la nostra comunità dovrà farsi carico anche di quelli di progettazione; (2) i lavori di ristrutturazione dati per imminenti un giorno sì e l’altro pure dal nostro sindaco non sono nemmeno stati progettati. In ultimo il nostro voto è stato contrario anche per il DUP un documento che dovrebbe programmare il nostro futuro fino al 2019 e che invece non programma niente: non solo, un documento che avrebbe richiesto la più ampia condivisione è stato redatto senza alcun momento di compartecipazione, né con i consiglieri di minoranza né, tanto meno, con la popolazione.
Nel corso del consiglio abbiamo dovuto assistere alla solita vergognosa sceneggiata del sindaco ormai incapace di gestire, in modo consono al suo ruolo, lo svolgimento dei lavori e persino il controllo dei propri nervi. Non ci sono nemmeno più parole per descrivere questa situazione, solo tanta tanta amarezza e l’incredulità di come i suoi collaboratori possano accettare questa situazione senza proferire parola.

Consiglio Comunale del 30/11/2015

Si è tenuto, Lunedì 30 Novembre, un consiglio comunale con all’ordine del giorno due punti piuttosto importanti: l’approvazione della variazione del piano triennale delle opere pubbliche 2015/2017 e la variazione del bilancio previsionale 2015. I due punti sono, in verità, strettamente interconnessi e si originano da quella che pare essere un’apertura del governo sulla possibilità, da parte dei Comuni, di impiegare l’avanzo di bilancio per la realizzazione di opere pubbliche, a patto che esse siano già state già progettate (anche a livello preliminare) entro il 30 Novembre 2015. Giusto, dunque, da parte della nostra amministrazione, tentare di sfruttare questa opportunità e questo apparente allentamento del patto di stabilità, anche in considerazione del fatto che l’avanzo di bilancio del nostro comune è piuttosto sostanzioso (circa 2,5 milioni di Euro, se non erro). Peccato, però, che in ragione del vincolo sulla necessità che l’opera da finanziare sia già stata progettata, il nostro comune potrà sfruttare solo in minima parte questa situazione favorevole. In sostanza solo per completare il previsto ampliamento del cimitero (mettendo mano all’intero progetto e non solo al primo lotto come originariamente annunciato) e per realizzare la piazza comunale, peraltro già pianificata. Rimangono fuori altre opere che si sarebbero potute realizzare, sfruttando al massimo questa incredibile occasione: pensiamo ad esempio alle nuove strutture per lo sport, promesse da anni e da anni sistematicamente rimandate. Era il 2012 quando l’attuale maggioranza scrisse, in risposta ad una nostra raccolta firme per la realizzazione di una nuova palestra: “Vi comunichiamo ufficialmente che l’attuale coalizione di maggioranza ha deliberato perché venga dato incarico a un professionista l’elaborazione del progetto di massima circa i due campi da calcio e quello di bocce, al fine di dare concretamente avvio alla procedura che porterà a Tribiano un polo sportivo. Nel caso sia possibile, quindi burocrazia permettendo, faremo di tutto per anticipare i tempi. L’opposizione già lo sapeva, ma ha voluto ad ogni modo furbescamente raccogliere le firme per accaparrarsi simpatie tra la cittadinanza”. Evidentemente non era vero niente, perché se il progetto fosse stato realmente realizzato, oggi avremmo potuto mettere mano al nuovo polo sportivo. Un incredibile occasione persa!