Lettera aperta di Giuliano Goi

In occasione delle scorse elezioni amministrative, si è aperta una vicenda che ha visto come protagonista il tribianeseGiuliano Goi. Riceviamo e pubblichiamo la lettera che trovate qui sotto nella quale spiega di che cosa si tratta la questione e come si è conclusa.

Perché il Sindaco mi ha querelato?
In vista delle elezioni amministrative del 25 maggio 2014 ho fatto recapitare ai cittadini di Tribiano una lettera in cui manifestavo il mio parere contrario alla elezione di Lucente a sindaco di Tribiano.
Appena eletto sindaco, il 29 maggio 2014 Lucente ha sporto querela nei miei confronti ai Carabinieri di Paullo. Nel verbale si leggono le motivazioni da lui addotte: “Dall’intero contenuto della missiva che in copia produco si evince un attacco personale nei confronti del sottoscritto che oltre ad essere offensivo e diffamatorio, ha arrecato danno all’immagine istituzionale oltre che professionale”.
Dopo quell’evento varie persone mi hanno interpellato circa l’evolversi della vicenda giudiziaria; in questa sede fornisco loro la risposta. Il 30 marzo u.s. l’avvocato nominato come mio difensore mi ha consegnato il decreto di archiviazione rilasciato dal Giudice del Tribunale di Lodi, su richiesta del PM, in data 25 febbraio 2015. Queste le motivazioni dell’ archiviazione: “..…ritenuto che dall’esposizione dei fatti segnalati con la denuncia sporta oralmente dal Lucente Franco in data 29 maggio 2014 si ravvisa sussistere nella specie l’esimente di cui all’art. 51 c.p. in quanto nella lettera inviata alle famiglie di Tribiano sono contenute espressioni che costituiscono libero ed incensurabile esercizio del diritto di critica politica, garantito dall’art. 21 della Costituzione che tutela la libera manifestazione del pensiero, principio cardine di ogni ordinamento democratico il quale trova espressione anche in numerose Convenzioni internazionali (si veda, ad esempio, l’art. 10 CEDU). A ciò si aggiunga che, come è noto, la polemica nell’ambito fra contrapposti schieramenti può anche tradursi in valutazioni e commenti tipicamente “di parte”, non obiettivi; letto l’art. 17 del d.lgs. n 274 del 28 agosto 2000 chiede disporsi l’archiviazione del procedimento…..”.
L’esito della vicenda conferma dunque che la mia lettera non conteneva né elementi offensivi, né diffamatori, né arrecanti danno all’immagine istituzionale, né arrecanti danno all’immagine professionale del querelante. Conteneva solo una legittima manifestazione di pensiero, ovvero la mia opinione, senza la volontà di colpire la dignità di nessuno. Ciononostante l’Amministratore Pubblico ha querelato un proprio concittadino. Allora mi rimane la domanda iniziale: se nella lettera non c’erano elementi passibili di querela, perché Lucente – avvocato – mi ha querelato? La risposta è facilmente intuibile ma non riportabile. In questa vicenda sono io ad aver subìto dei danni morali ed economici; a questo punto mi sembra dovuto un atto di scuse, io lo farei; e qualora mi arrivasse ne informerei l’opinione pubblica.
La Nazione democratica in cui viviamo ci riconosce il diritto di critica; evviva. Le nostre leggi e la nostra Giustizia tutelano per tutti noi questo diritto; evviva. Io continuerò a difendere questi valori contrastando chi li vorrebbe sopprimere.
Per un principio di equità la presente comunicazione è stata inviata alla Redazione de “Il Cittadino”, alla Redazione di “Lista per Tribiano”, alla Redazione “Tribiano insieme”.
Giuliano Goi

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