Consiglio Comunale del 18/10/2016

Nel consiglio comunale del 18 ottobre sono stati discussi tre punti piuttosto importanti, il piano di diritto allo studio 2016/17, la terza variazione di bilancio di previsione per il triennio 2016/18 e la presa d’atto del DUP (Documento Unico di Programmazione) 2017/19.
Il piano di diritto allo studio prevede uno stanziamento per i progetti didattici in linea con quello degli anni scorsi (circa 35 mila euro per materna, elementare e media, per un totale di 429 studenti). A fronte di un onere a carico del comune fortemente ridimensionato (circa 60 mila Euro in meno prevalentemente a causa dell’interruzione del servizio di trasporto verso Bustighera attivo fino all’anno scorso), l’attuale amministrazione non ha inteso reimpiegare questa somma, quantomeno in parte, per ampliare l’offerta formativa dei ragazzi tribianesi, preferendo tenere in cassa questo ammontare. Una scelta che non abbiamo condiviso e che ci ha indotti a votare contro al piano. Voto negativo anche per la variazione di bilancio che vede allocare una consistente cifra (circa 100 mila Euro) per la realizzazione di progetti esecutivi futuribili. Tra di essi, secondo quanto riferito dall’assessore Gabriele, anche quello dell’eventuale caserma dei carabinieri nell’ex palazzo comunale. Da ciò si capisce che: (1) oltre ai costi della ristrutturazione la nostra comunità dovrà farsi carico anche di quelli di progettazione; (2) i lavori di ristrutturazione dati per imminenti un giorno sì e l’altro pure dal nostro sindaco non sono nemmeno stati progettati. In ultimo il nostro voto è stato contrario anche per il DUP un documento che dovrebbe programmare il nostro futuro fino al 2019 e che invece non programma niente: non solo, un documento che avrebbe richiesto la più ampia condivisione è stato redatto senza alcun momento di compartecipazione, né con i consiglieri di minoranza né, tanto meno, con la popolazione.
Nel corso del consiglio abbiamo dovuto assistere alla solita vergognosa sceneggiata del sindaco ormai incapace di gestire, in modo consono al suo ruolo, lo svolgimento dei lavori e persino il controllo dei propri nervi. Non ci sono nemmeno più parole per descrivere questa situazione, solo tanta tanta amarezza e l’incredulità di come i suoi collaboratori possano accettare questa situazione senza proferire parola.

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