Il paese che non c’è

La serata di presentazione dei risultati (?) ottenuti dall’attuale amministrazione si è trasformata nel solito one‐man show infarcito di inesattezze e omissioni e tutto focalizzato sul racconto di un “paese che non c’è”, ovvero di un paese dove tutto è perfetto e dove il sindaco si autocelebra i modo ridicolo come il migliore di tutti i tempi. Nessun cenno alla sempre più evidente deriva “a paese dormitorio”, e nemmeno alla progressiva erosione di qualsivoglia servizio oltre alla normale amministrazione o, ancora, all’incredibile mala‐gestione di strutture esistenti e lasciate vergognosamente marcire senza una vera prospettiva, Parco Freud su tutte.

Vediamo alcuni dei punti maggiormente significativi di questo racconto di pura fantasia,
omettendone per ragioni di spazio molti altri…

‐ Lucente ha affermato che all’inizio del suo mandato l’avanzo di bilancio fosse di soli 750
mila Euro e che, grazie a lui, siamo ora a quasi 4 milioni. I numeri di partenza sono sparati,
come suo costume, a casaccio: ma anche supponendo che siano corretti si è omesso di dire che il patto di stabilità (introdotto nel 2012 anche a Tribiano) ha completamente stravolto la gestione amministrativa dei comuni. Ma la cosa più interessante è proprio legata al fatto che il patto di stabilità forza i comuni a spendere solo quanto incassato nel corso dell’anno (tanto entra tanto esce) e che, quindi, non si capisce come l’avanzo di bilancio sia potuto crescere in modo così marcato né per quale ragione, al posto di far esplodere inutilmente tale avanzo (visto che è poi di fatto inutilizzabile), egli non abbia deciso di investire quel denaro per sviluppare la nostra città al posto di metterlo in un congelatore inaccessibile.

‐ Ancora una volta il sindaco ha attaccato le amministrazioni precedenti affermando che non è chiaro dove siano finiti tutti gli oneri di urbanizzazione che, anni fa, confluivano
copiosamente nelle casse comunali (altra smitragliata di numeri sparati a casaccio).
Lucente si “scorda” di rammentare quanto è stato fatto di buono dall’amministrazione Degradi per Tribiano in uno sviluppo urbanistico portato avanti a misura d’uomo (scuole materne e elementari, Parco Fratelli Cervi, Parco Freud, centro sportivo, area commerciale, pista ciclabile, strada di accesso al paese) e che, persino la tanto bistrattata amministrazione Mazzetti seppe completare opere importantissime come la scuola materna e la struttura del centro civico del Parco Freud. A fronte di ciò, in otto anni il primo cittadino è riuscito solo a pensare a se stesso, realizzando un nuovo palazzo comunale (subito dopo aver ristrutturato quello vecchio!), utile più alla propria smisurata ambizione che ai propri cittadini. C’è da aggiungere, inoltre, che se egli è a conoscenza di un uso improprio di denaro pubblico ha l’obbligo di denunciare la cosa agli organi preposti, piuttosto che fare allusioni inaccettabili come fa da molti anni a questa parte.

‐ Sul palazzo comunale il sindaco ha affermato di aver risparmiato diversi milioni grazie al
cambiamento del progetto originario preparato dall’amministrazione Mazzetti
“dimenticandosi” di dire che: (1) i due progetti non sono nemmeno lontanamente paragonabili e che, mentre l’attuale palazzo serve solo a lui (con un ufficio “parquettato” degno di Obama), quello ideato da Mazzetti era un vero e proprio centro civico con una vera biblioteca, spazi di aggregazione per la popolazione e un poliambulatorio per i medici (altro servizio azzerato dall’attuale amministrazione!!); (2) la nostra comunità si è dovuta accollare una spesa di alcune decine di migliaia di Euro come “risarcimento” alla società che aveva progettato il palazzo comunale con Mazzetti in quanto il sindaco ha pensato bene di far fare un secondo progetto ad una seconda società…

‐ Lucente ha fatto un lungo elenco delle opere che avrebbe portato avanti nel corso degli anni: si è parlato (oltre che del palazzo di cui già si è detto) di panchine, piantumazione, lampioni, asfaltature. E ancora: di staccionate risistemate dopo averle lasciate marcire, del ponticello ripittato di blu, di un parco, il Manzoni, che è l’esempio di quanto male si possano fare le cose in campagna elettorale con i soldi di tutti. Persino nel video iniziale con cui ha aperto la serata ha dovuto mostrare opere che nulla avevano a che fare con la sua amministrazione, come la nuova scuola materna e la pista ciclabile… Insomma si è cercato di smerciare per eccezionale ciò che è normale amministrazione, come se pulire una strada equivalesse ad averla realizzata, come se i soldi impiegati fossero suoi e non dei cittadini che pagano le tasse…

‐ Finalmente si metterà mano al campo sportivo, realizzando dei campi in erba sintetica.
Sarà il 2017. Era invece il 2011 quando, a seguito di una richiesta da noi portata avanti con
tanto di raccolta firme, Lucente dichiarò pubblicamente che tale raccolta era inutile perché
aveva già dato incarico per la progettazione (“annuncio pubblicamente” disse
pomposamente). Arriviamo quindi al risultato con sei anni di ritardo. Non solo: abbiamo appreso che negli scorsi anni la dirigenza della US Tribiano aveva più volte reiterato la richiesta di ampliare la dotazione di strutture ricevendone un diniego motivato dalla mancanza di risorse, bloccate dal patto di stabilità. Anche in questo caso il primo cittadino ha evitato di ricordare che lo scorso anno il governo aveva consentito l’impiego dell’avanzo di bilancio fuori dal patto di stabilità a condizione che l’opera fosse già stata progettata. Quindi i soldi c’erano ma non si sono voluti spendere o, forse, a mancare era proprio il progetto (promesso, come detto, nel 2011) e quindi quest’amministrazione s’è lasciata sfuggire l’occasione. A voi la scelta. Sarebbe inoltre arrivato il momento di favorire un maggiore sviluppo delle altre discipline, relegate nella sola palestra esistente (anch’essa realizzata da Degradi e non da lui!) e ormai del tutto insufficiente.

Ma in questa carrellata di mezze verità e di omissioni intere le parole che hanno più
impressionato e ferito sono state quelle riferite alla popolazione dei giovani, i ragazzi tra i 16 e i 25 anni. Lucente ha candidamente ammesso di non aver fatto nulla per i ragazzi di questa fascia d’età asserendo che ai giovani non importa nulla stare a Tribiano poiché trovano altrove ciò che gli interessa. Mai si era visto un sindaco dividere, in modo così scandalosamente esplicito, i propri cittadini, in cittadini di serie A e cittadini di serie B. Mai si era visto un sindaco abdicare (per pigrizia, incuranza, menefreghismo, incapacità) all’idea di poter far qualcosa anche per i tribianesi più giovani, proprio in un momento della loro vita in cui sono più vulnerabili. Si può fare, ci sono mille modi per farlo. Bisognerebbe sapere come, bisognerebbe averne voglia. Ma dei ragazzi questa amministrazione tornerà ad interessarsi solo quando si tratterà di chiedergli, nuovamente, il voto. E solo allora.

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