Consiglio Comunale del 24 Novembre 2014

Si è svolto lunedi sera il consiglio comunale, gestito, in assenza del sindaco, dal suo vice in modo pacato ed intelligente, senza prepotenze o spegnimenti di microfoni e con un dibattito che si è potuto quindi dipanare in modo sereno, pur nella netta contrapposizione e nella differenza di vedute. La discussione si è incentrata soprattutto sulla questione inerente le associazioni comunali. Il rapporto con Mediglia si sta lentamente sfaldando, al punto che l’amministrazione tribianese ha deciso di rescindere il rapporto che ci legava a quel comune per ciò che attiene i servizi sociali. Era facile prevedere che ciò sarebbe accaduto, così come avemmo modo di evidenziare due anni fa allorquando ci battemmo per evitare che questa associazione si formalizzasse. Ora, con due anni di ritardo, anche questa giunta sembra finalmente essersene accorta; siamo peraltro convinti che, questo sia solo il primo passo e che nei prossimi mesi assisteremo anche alla scissione anche per ciò che concerne la polizia municipale: un progetto di associazione, quello con Mediglia, del tutto fallimentare che non ha arrecato alcun beneficio al nostro comune e che nei fatti non si è mai realizzato. Ricorderete che raccogliemmo oltre 500 firme tra i tribianesi per chiedere che fosse chiesto loro cosa ne pensassero ma che Lucente negò il referendum consultivo.
Abbiamo votato contrario alla proposta dell’amministrazione di associarsi al comune di Comazzo per la gestione di ben sette delle dieci funzioni fondamentali. Dal nostro punto di vista l’associazione con Comazzo è sbagliata in quanto: (i) si tratta di un Comune che è a 10 chilometri di distanza da Tribiano; (ii) Comazzo è in provincia di Lodi e non rientrerà neanche nel progetto di Milano Città Metropolitana che, nei prossimi anni, rivoluzionerà completamente la politica locale di tutto il milanese. Ci domandiamo come, in queste condizioni, si possano raggiungere gli obiettivi di economicità ed efficienza che la legge sulle associazioni comunali perseguiva esplicitamente. E ancora, vista nella probabile prospettiva che prevedrà la fusione tra comuni poco popolosi, ci domandiamo come questo obiettivo potrà essere raggiunto con un comune che non è nemmeno limitrofo al nostro. Infine: con questo atto l’amministrazione tribianese ha suddiviso su 3 comuni differenti le proprie forze (Mediglia, Paullo e Comazzo) creando un vero e proprio “spezzatino” ingestibile ed incomprensibile. Basta dare un’occhiata al di fuori dei nostri confini per vedere come tutti gli altri comuni si siano, al contrario, organizzati per tempo al fine di creare associazioni territorialmente omogenee e meglio progettate. E’ evidente che l’unica ragione che ha guidato la mano di Lucente e della sua giunta è stata quella di individuare un comune (quello di Comazzo) politicamente affine alle proprie idee: tutti gli altri comuni intorno a Tribiano sono, infatti, guidati da giunte di centro sinistra e con quelle giunte non si è nemmeno provato a parlare. Una logica politica di bassa lega e di interessi di bottega è dunque alla base di una decisione così importante per il futuro della nostra comunità.

Potete approfondire le nostre riflessioni su questo punto cliccando qui: si tratta di uno studio condotto da Marcello Filibeck, che abbiamo consegnato al Segretario comunale così che fosse messo agli atti.
Gli altri punti in discussione vertevano sulla variazione di alcuni capitoli del Bilancio 2014, sul quale ci siamo astenuti, e l’incorporazione di Idra s.r.l. in CAP Holding s.p.a, passaggio formale approvato all’unanimità dall’assemblea.

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